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Escursioni in Romagna
La valle del Montone e del Travazzo
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Rocca san Casciano |
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Municipio di Rocca san Casciano Piazza Tassinari, 15 Tel. (0543)950066 - Fax 960124 |
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Rocca San Casciano sorge nella media valle del Fiume Montone. Scarse sono le notizie certe sull'origine dei primi insediamenti, sicuramente assai antichi, sin dal neolitico. Che in queste vallate, verso il IV secolo a.C., siano giunti i Galli lo conferma il rinvenimento di un sepolcreto avvenuto nel 1927 in località Meleto. Il corredo funebre comprende il ricco armamento di uno o più guerrieri ed è custodito con altri reperti nel Museo Archeologico di Forlì, a testimonianza di contatti e scambi con genti umbre ed etrusche. Un secolo dopo giunsero i Romani. In questa terra fertile e boscosa si succedettero diverse vicende storiche, e la cittadina in quanto tale si formò attorno alla Pieve: il suo primo nome fu plebs sancti Cassiani in Casatico o (Casatico o era l'antico nome del fiume Montone). Fu poi a lungo sotto la dominazione del vescovo di Forlimpopoli che la concedeva "in affitto" ai feudatari locali (Guidi e Calboli). Nel 1381 i rocchigiani decisero di passare sotto a Repubblica fiorentina. Da allora, tranne un breve intermezzo (1424-1440: occupazione dei Visconti e degli Ordelaffi), Rocca ha seguito in tutte le sue vicende il destino di Firenze. La sua posizione di "cerniera" tra il Valdarno e la Romagna fece sì che Rocca ospitasse importanti uffici amministrativi e giudiziari sino al Novecento. Il rapporto con Firenze si chiude nel 1923 quando Rocca e il suo circondano vengono aggregati alla Provincia di Forlì. |
I Luoghi e le opere
L'attuale Piazza Garibaldi è a forma triangolare, tracciata in epoca medioevale, recentemente ripavimentata in cotto toscano; bella a vedersi, è il cuore di Rocca. Sulla Piazza si erge il Palazzo Pretorio che ha scandito nei secoli le decisioni della Comunità, mentre, sulla Torre sovrastante, un orologio della fine del '500 ed una bella campana scandivano ore e annunci. Sempre in Piazza sorge la Chiesa del Suffragio costruita dopo il terribile terremoto del 1661.Dopo un periodo di abbandono è stata completamente restaurata ed è attualmente sede espositiva di notevoli opere d'arte. Tra queste, un tondo in terracotta invetriata della scuola robbiana del XV secolo, una bella Trinità di Giovanni Stradano (XVI secolo), un Crocifisso ligneo del XV secolo ed un bassorilievo romanico in marmo in cui la tradizione popolare identifica l'abbraccio dei santi Donnino ed Ellero. La terracotta robbiana e il bassorilievo provengono dalla Abbazia di S. Donnino, eretta su un colle a 488 metri s.l.m. a sud-est di Rocca San Casciano; fu una delle più antiche e potenti abbazie della Romagna-Toscana. Nella Chiesa di S. Maria delle Lacrime è venerata la "Madonna delle Lacrime", bella terracotta dipinta del 1500, recentemente restaurata: l'immagine è ritenutamiracolosa. Da vedere anche un crocifisso ligneo del XIV secolo di matrice fiorentina ed un bel fonte battesimale in marmo datato 1450. Risale al 1600 circa il Ponte Vecchio, a due archi, originariamente a "schiena d'asino". In Via Saffi s'affaccia il Teatro Comunale: fu ricostruito intorno al 1930 laddove c'era il teatro ottocentesco che ospitava anche l'Accademia dei Riconoscenti. Il paese è sovrastato dai resti della Rocca, antica fortificazione anch'essa duramente colpita e danneggiata dal terribile terremoto che nel 1661 devastò l'Appennino tosco-romagnolo. |
Feste e appuntamenti
Fuochi sul fiume, allegoria della primavera, addio all'inverno, propiziatrice di buoni raccolti e di buona sorte: è la festa antica e un po' magica, bella a vedersi e tuttora particolarmente sentita, la Festa dei Falò, che si tiene nei giorni tra fine marzo, primi di aprile: qui, a Rocca San Casciano, la festa antica delle "focarine" diventa sfida e palio tra i borghi, antico rito corale che coinvolge in intensi preparativi di mesi e mesi, poiché vincerà il falò più bello e che durerà più a lungo sulle rive contrapposte del fiume Montone, in fantasmagorica sfida di fuoco e di luci sull'acqua: la Festa dei Falò poi continua in Piazza per tutta la notte, tra carri allegorici, stand gastronomici, musica ed allegria: una "canta", cioè una canzone, accompagna con simpatica ironia il borgo che ha perso: "Chi ha la rabbia al cuore / si metta al tavolino / con un bicchier di vino / la rabbia passerà".
Era di Rocca San Casciano Carlo Alberto Cappelli, editore ed impresario teatrale, autentico "operatore" della cultura italiana del '900. In omaggio a questo personaggio, ed alla tradizione editoriale che negli stabilimenti di questa cittadina ha sfornato fior di libri importanti, si celebra ogni anno, a settembre, a Rocca S. Casciano il Memorial Cappelli che ha già chiamato, e premiato, anno dopo anno, con recital e concerti, i protagonisti internazionali nel campo della cultura, della lirica, del teatro, della musica, delle arti. C'è davvero sapore di cultura in questa quiete cittadina e, a proposito di sapore, non bisogna dimenticare né la tradizione dolciaria di Rocca (cioccolato e uova pasquali in testa) né le produzioni di artigianato artistico di lavorazione di pietre (il laboratorio è presso le antiche carceri medicee). Notevole è anche il Corpo Bandistico Rocchiggiano, che ha 150 anni di vita: concerti in primavera e in estate.
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