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Escursioni in Romagna
La valle del Montone e del Travazzo
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Dovadola |
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Municipio di Dovadola Piazza della Libertà, 3 Tel. 0543 - 934703
Pro Loco Dovadola Via del Canale, 13/b |
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Pare che tragga il nome da "duo vadora", che significa due guadi, perché qui c'erano due passaggi per traversare il tortuoso fiume Montone. Intorno all'anno mille qui sorse un castello appartenuto agli Arcivescovi di Ravenna, poi giunto in possesso d'un ramo dei conti Guidi di Modigliana divenuti in seguito conti Guidi di Dovadola. All'inizio del secolo XIII la Rocca fu fortificata con una torre e rafforzata nelle sue strutture militari da Marcoaldo Guidi, padre di quel Guido Guerra famoso per le imprese militari e ricordato anche da Dante Alighieri. I conti Guidi mantennero il possesso di Dovadola fino al 1405, quando l'ultimo dei conti Guidi, Malatesta, la cedette alla Repubblica di Firenze, sotto cui Dovadola fu podesteria civile. Oggi Dovadola è cittadina, quieta e laboriosa, che conosce in autunno giornate di grande celebrità per la famosa sagra dedicata al tartufo bianco, la specie più pregiata di questo profumato tubero molto amato dai buongustai. Dovadola annovera anche alcuni dei migliori cercatori di tartufo: ogni anno, durante la sagra, vengono premiati i più bravi e i più fortunati. Nella cittadina e nei suoi dintorni sono vivaci anche attività artigianale e agricoltura. |
I Luoghi e le opere
Il pittoresco castello, fortificato a rocca nel XIII secolo, domina ancora il paese, come un tempo dominava il passaggio sulla via per Firenze, la strada fiorentina. Sul portale d'ingresso (un tempo c'era il ponte levatoio) c'e lo stemma dei Blanc Tassinari, eredi dei proprietari che secoli dopo acquisirono la rocca. Sotto questa c'è il nucleo più antico della cittadina, la cosiddetta Murata sormontata dalla Torre dell'Orologio, nei cui pressi sorge l'antico Oratorio di S. Lorenzo. Fuori della Murata in epoca successiva si formarono l'attuale borgo e la piazza. Da vedere in centro è la Fondazione Benedetta Bianchi Porro:qui sono raccolte opere di pittori e scultori (Annigoni, Messina...) che hanno voluto offrire la loro generosa testimonianza. Vi è conservata inoltre un ampia documentazione della mirabile esistenza di Benedetta. Nel sobborgo sud, presso il Ponte della Badia s'erge la Badia di S. Andrea, antica abbazia che conserva lapidi del XII secolo e affreschi cinquecenteschi recentemente ritrovati. Di fronte all'altro ponte, in direzione Forlì, ecco la piazzetta triangolare fronteggiata dalla Pieve di S. Antonio, probabile origine medioevale e rifatta in forme barocche, che conserva tra l'altro buone opere di Giacomo Zampa, pittore del XVII secolo. |
Passeggiate e dintorni
Montepaolo è a valle di Dovadola. Sulla strada spicca la Colombaia, bella casa rurale con torretta per i colombi (da cui il nome). Meta di pellegrinaggi è il Santuario di Montepaolo, antico eremo dove sostò S. Antonio da Padova, a cavallo del 1221-1222. Vi tornò, a quanto pare, sei anni dopo per chiudere l'eremo e trasferire i frati più a valle. Un piccolo santuario, fatto costruire "per grazia ricevuta", cioè per un miracolo ottenuto per intercessione del Santo, crollò per il terreno instabile, come pure un secondo edificio costruito alla fine del 1700. L'attuale chiesa risale ai primi del 1900. |
Feste e appuntamenti
Profumo di tartufo bianco, il migliore: ogni anno la terza e la quarta domenica di ottobre Dovadola celebra questo "oro della terra" con una grande Sagra del tartufo che richiama diverse migliaia di buongustai, con stand pantagruelici, ristoranti a tutto vapore, e gare a premio per i migliori cercatori di tartufo e relativi cani (in genere bastardini, però dal "naso d'oro", visto il prezzo dei tartufi). È sagra tra le più belle, e saporose, dell'intera Romagna. Da non perdere, in passeggiata a Dovadola, una visita alle botteghe e scuole) di tessitoria, dove le stoffe più antiche vengono lavorate a mano, proprio come un tempo, grazie ad antichi telai.
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