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Escursioni in Romagna
La valle del Bidente o del Rabbi
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Galeata |
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Municipio di Galeata viale Roma, 19 Tel. (0543) 975411 Fax 981021
Museo "Mambrini" Telefonare Comune
Teatro Comunale Tel. (0543) 981055
Pro Loco Via IV Novembre, 13 |
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Probabilmente il nome di Galeata dipende dalle relazioni che i Galli ebbero con gli Umbri ragion per cui la valle superiore del Bidente fu detta Galliata, od anche "Provincia Galliatae". È questa la tesi, verosimile, dell'arciprete Mons. Domenico Mambrini, autore dell'ottimo libro "Galeata nella storia e nell'arte". La cittadina sorse in prossimità dell'antica "Mevaniola" (dapprima centro umbro, poi municipio romano). Subì invasioni barbariche. Durante l'alto Medioevo su soggetta alla potente abbazia di S. Ellero poi, divenuta libero comune, si dette ai Fiorentini (nel 1429), la cui Repubblica vi costituì una Podesteria. Da Galeata passava in quei secoli lontani la Via dei Romei, dei pellegrini verso Roma. Anche Galeata patì gravemente il terribile terremoto del 1661 che colpì queste vallate. Oggi, dominata dall'antica rupe, tra questi dolci colline (fertili di grano e frutti sin dai tempi di Mevaniola) essa è cittadina cortese, ospitale, consapevole della sua storia e del ricco patrimonio che conserva, piacevole come una sosta tra le sue botteghe nel piccolo centro dal sapore antico. |
I Luoghi e le opere
Cominciamo dal Palazzo del Podestà che, assieme alla Torre, subì una prima ricostruzione nel 1636 per poi essere ristrutturato nel 1890 quando divenne Municipio. Sette (ma un tempo erano di più) sono gli stemmi della facciata. Oggi il Palazzo ospita il Museo Civico Mons. Domenico Mambrini. Nella vicina piazza Palareti sorge l'antichissima Chiesa di S. Pietro in Bosco, riedificata una prima volta dopo il terremoto del 1661 e una seconda dopo il sisma del 1918: le furono assegnati, dalla Galleria degli Uffizi, pregevoli dipinti, oggi custoditi nel Museo Civico. La chiesa parrocchiale conserva una bella "Visitazione" di Jacopo Confortini (XVI secolo). Palazzi e portici costellano il borgo: tra questi, a sud del paese, Palazzo Zanetti; un'epigrafe in latino, datata 1777, ricorda, sulla facciata dell'edificio, la visita del Granduca di Toscana. Più che ricchi di scoperte sono i dintorni di Galeata. |
| Passeggiate e dintorni
A due chilometri da Galeata ecco il fascino e la quiete di Pianetto, sormontato dalla possente Rocca medioevale. Che fosse il castello più forte posseduto dagli abati di S. Ellero lo testimoniano ciò che resta e la relazione del cardinale Anglico (1371) che dice in buona sostanza: "nessuno qui può passare senza la volontà dei padroni del castello". Nel borgo di Pianetto c'è un "gioiello" rinascimentale, uno dei più bei monumenti della Romagna Toscana: la "Pieve di S. Maria dei Miracoli" eretta, come ex voto, nel 1497. Il progetto della chiesa echeggia l'influenza del senese Francesco di Giorgio Martini; il campanile è attribuito al fiorentino Bartolomeo Ammannati. L'edificio ha un'unica navata, soffitto a capriate e cinque altari per lato entro la pietra intagliata. Il tempio conserva la cinquecentesca e venerata tavola della Madonna. Adiacente alla chiesa è il Convento dei Frati Minori. Presso Pianetto ecco la dolce piana di Mevaniola, siti archeologici, identificati da Mons. Mambrini. Successivi scavi, nel dopoguerra hanno riportato alla luce interessanti resti diquesto rilevante insediamento, tra cui le terme ed il teatro. Per queste ed altre passeggiate a Galeata e dintorni, è a disposizione dei turisti un piacevole opuscoletto, a cura degli enti locali: "Cammina cammina" con itinerari e notizie utili. |
Personaggi
Bella passeggiata quella che dopo tre km., ad ovest di Galeata, porta all'altura dell'Abbazia di S. Ellero e bellissimo il panorama sulla valle del Bidente. Qui si respirano secoli di storia, qui c'era la potente abbazia che dominò la vallata per secoli, con abati ora contemplativi, ora guerrieri. S. Ellero (476-558) ne fu il fondatore, quando S. Benedetto non aveva ancora cominciato la propria grande opera dedicata al monachesimo occidentale. Che questo santo eremita fosse senza timori lo dimostra una leggenda, poco conosciuta ma riesumata nei primi decenni del 1900 dal naturalista romagnolo Pietro Zangheri: dunque, l'eremita stava costruendo la sua cella, ed un somarello portava le pietre, quando un lupo divorò il quadrupede. Allora il santo chiamò il lupo e lo "punì", usandolo come bestia da soma. Un domatore delle forze della natura, come S. Ellero,rabbonì anche il re goto Teodorico che voleva piegare al suo volere l'eremita (una colonnina presso l'abbazia ricorda il leggendario incontro). Della chiesa antica restano alcune vestigia: notevole nella cripta dell'abbazia è il "Sarcofago di S. Ellero" (VIII e IX secolo). L'antichissima cripta è tuttora meta di pellegrinaggi popolari, nel segno della benedizione e del rimedio contro vari malanni. Merita una visita anche la Chiesa di S. Maria in Pantano, facciata romanica consacrata intorno al 1295. Sulla strada si passa accanto ai resti del Palazzo di Teodorico, messi in luce da scavi archeologici del dopoguerra. |
Il Museo
Una visita al bel Museo Civico "Mambrini" è come un viaggio nel tempo. Il nucleo più importante è la collezione che Mons. Domenico Mambrini, profondo cultore di storia locale iniziò nel 1911, lasciandola in dono al comune alla sua morte, nel 1944. Si tratta d'una straordinaria rassegna di reperti sia artistici sia della vita quotidiana, dalle vestigia romane di Mevaniola, sia altomedioevali provenienti dall'abbazia di S. Ellero, tra cui le due famose lastre marmoree, a rilievo, che raccontano l'incontro del santo Eremita con il re goto Teodorico, che (secondo una leggenda) voleva sfidarlo e invece fu "pietrificato" insieme al suo cavallo (le sculture risalgono al secolo XII). Queste poche righe non possono dire appieno la ricchezza dei reperti custoditi in tale Museo, arricchito inoltre da donazioni di opere d'arte, tra cui pregevoli dipinti prima conservati nelle chiese locali e notevolio "tavole" del secolo XVI. Qui accenneremo solamente ad una bella opera di Andrea del Sarto (1486-1530), a frammenti di affreschi della scuola del Ghirlandaio, provenienti dalla Badia di S. Maria del Pantano. Il Museo è aperto tutti i giorni feriali il mattino, dalle 10.30 alle 12.30 (anche la domenica, da maggio a settembre). |
Feste e appuntamenti
Tra i numerosi appuntamenti citiamo, a Galeata la Fiera del Cavallo, (2 novembre), tra puledri, cavalli, gare equestri, bancarelle e, nel borgo di Pianetto, la gustosa ed antica Fiera dei Fichi, Festa della Madonna dei Miracoli che si tiene intorno all'8 di settembre, tra dolcissimi fichi e altri prodotti locali.
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