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Escursioni in Romagna

La valle del Savio

Sarsina

Municipio di Sarsina Via Roma tel. (0547) 94901 ; fax 95384
Pro Loco Sarsina Piazzetta L. Pisone
Museo Archeologico Via Cesio Sabino tel. (0547) 94641
Museo d'Arte Sacra presso la Cattedrale di S. Vicinio tel. (0547) 94818
Arena Plautina (stagione estiva) tel. c/o Municipio (0547) 94901

Si giunge rapidamente, oggi, a Sarsina sulla veloce E45. Ieri (era il 266 a.C.) vi giunsero le armi romane a conquistare questa fiorente città di origini umbre, situata su un terrazzo fluviale dominante il fiume Savio. Sarsina mantenne l'originaria identità etnica e culturale, come testimonia fra l'altro il successivo inserimento nella VI Regione (Umbria) anziché nella VIII (Aemilia Città). Confederata e poi municipio romano, Sarsina fu città ricca e florida di commercio e radicalmente ristrutturata nell'impianto urbanistico. La romana Sarsina diede i natali nel 254 a.C. al celebre commediografo latino Tito Maccio Plauto, maestro dell'intreccio teatrale e della comicità, morto a Roma nel 184. Decaduta con il crollo dell'impero romano, pur passando da un dominio all'altro, nel medioevo Sarsina riacquisì importanza come sede di Diocesi, le cui prime notizie certe risalgono al 649, anche se la tradizione ci tramanda l'elenco dei vescovi a partire da San Vicinio, vissuto tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Fino al 1859 ha fatto parte dello Stato Pontificio. L'economia un tempo era soprattutto agricola, poi, a partire dagli anni recenti, è stata arricchita dall'insediamento di diverse industrie (nel campo della plastica, della metalmeccanica, delle confezioni) che hanno rafforzato una significativa presenza nel settore delle attività artigiane.
I Luoghi e le opere

La grande piazza, titolata a Tito Maccio Plauto, è sempre stata il luogo d'incontro dei sarsinati ed accoglie piacevolmente turisti e visitatori. E' sita nell'area dell'antico Foro sotto lo sguardo della cattedrale.
La Cattedrale: sorta probabilmente in epoca bizantina, ricostruita intorno al mille e in seguito più volte rimaneggiata, è considerata uno dei migliori esempi di stile romanico in Romagna.
L'interno della Cattedrale e semplice e austero: il soffitto a capriate ed i muri spogli ne accentuano la semplicità. La pianta è a croce latina. Sulla parete destra è collocato il quadro più pregevole, la "Messa di San Gregorio Magno", attribuita alla scuola del pittore bolognese Carlo Cignali (1628-1719). In fondo alla navata destra si trova la cappella di San Vicinio, che conserva le spoglie del santo eremita, primo vescovo di Sarsina, e la o celebre "Catena", strumento di penitenza del Santo, che da secoliviene offerto al bacio dei fedeli o rinchiuso al collo di ammalati ed ossessi per la benedizione. Al di sopra dell'altare è posto il quadro raffigurante la "Madonna col Bambino e San Vicinio incoronato", opera già attribuita a Giovan Battista Nagli, detto il Centino, ma di recente riconosciuta a Michele Valbonesi da Ranchio (1731-1808). Lungo le pareti sono collocati i dipinti votivi che illustrano i "miracoli" di San Vicinio di cui parla un antico lezionario del secolo XII. Sono anch'essi del pittore Michele Valbonesi.
Passeggiate e dintorni

Suggestiva è la localita di Calbano, anfiteatro naturale giustamente divenuto luogo deputato alle rappresentazioni plautine. In cima al colle sorge il borgo chiuso a fortezza che fu certamente per gli umbri e poi per i romani i sito di sicura difesa. Vigilano a nord-ovest l'ingresso alla rocca due torri circolari tronco coniche in basso e cilindriche in alto. Passiamo alle "Marmitte dei Giganti". Nelle immediate vicinanze di Sarsina, dallo scorrere dei fossi di Lagaccio e Molinello si sono formate attraverso forti erosioni della pietra arenaria, gallerie interne in cui incessantemente scorre l'acqua. Interessante, fra le molte passeggiate possibili, prendere la strada panoramica che porta al borgo di Ranchio distante 13 chilometri. Il nucleo antico del borgo sorge su un massiccio sperone di pietra arenana che domina il torrente Borello. Fu probabilmente fortificazione del "limes" bizantino della Pentacoli adriatica, poi castello medioevale appartenuto agli arcivescovi di Ravenna. Nel 1220 Federico II lo concedeva con altri possessi alla Chiesa di Sarsina. Il castello mostra inalterato il tessuto edilizio medioevale, con basse casupole sorrette dalla cinta muraria, di cui sopravvivono alcuni rotondi bastioni. La chiesa dedicata a San Bartolomeo conserva all'interno un pregevole sarcofago bizantino del VI secolo, di produzione ravennate, riutilizzato come altare, e una delle più pregevoli pale d'altare dipinte da Michele Valbonesi da Ranchio: il "martirio di San Bartolomeo". Michele Valbonesi è artista che ha lasciato numerose e notevoli testimonianze artistiche nei luoghi d'arte e di culto in queste colline.
Feste e appuntamenti

La Sagra della Pagnotta Pasquale si tiene tradizionalmente la Domenica delle Palme. Ma, lungo tutto l'arco del periodo pasquale, è possibile acquistare, nei forni di Sarsina e di questa parte della vallata del Savio, la "pagnotta" bella e grande da vedersi, buona e saporosa nel gusto. Si tratta di una tradizionale ricetta di pane dolcificato destinato a durare diversi giorni. Tra i molteplici appuntamenti di Sarsina citiamo una occasione per gli amanti della moutain-bike che potranno ripercorrere i Sentieri Perduti. A nord-est di Sarsina, si snodano, in un ambiente naturale della cultura contadina e appenninica, decine di chilometri di sentieri adatti anche alla mountain-bike, segnalati secondo il grado di diversa difficoltà.
Un Museo straordinario

A pochi passi dal centro ecco l'ingresso e le vetrate del Museo Archeologico Sarsinate, museo nazionale di rilevante importanza. Buona parte dei preziosi reperti provengono dalla necropoli di Pian di Bezzo, posta un chilometro ad est dall'abitato sulle rive del Savio. Visitare il museo è come salire nella macchina del tempo, a cominciare dalla raccolta di antiche lapidi funerarie (una sorta di Spoon River dell'età romana) per giungere agli straordinari reperti, sala dopo sala, ai grandi mosaici (bellissimo quello detto "il trionfo di Dioniso"), fino all'imponente mausoleo di Rufus, recentemente restaurato. Ancora tra le bacheche spiccano oggetti e suppellettili della vita quotidiana. Il monumento di "Obulaccus" è stato ricostruito nel Parco delle Rimembranze. Oltre a questo museo, da visitare è il Museo Diocesano di Arte Sacra, allestito nell'ex palazzo vescovile: espone paramenti e oggetti liturgici; di particolare interesse la bella collezione di antiche campane. Spicca la pregevole tela della "Madonna con il Bambino", opera quattrocentesca del pittore Bartolomeo di Maestro Gentile da Urbino.
San Vicinio, eremita e "scacciadiavoli"

È culto antico, di secoli, quello che riguarda migliaia e migliaia di pellegrini che continuano a recarsi ogni anno a Sarsina, per chiedere nell'omonima basilica la benedizione col collare di S. Vicinio, uno dei maggiori santi "taumaturghi" del nostro Appennino. Ma quella "catena", quel venerato collare ha una sua peculiarità: può dar pace anche agli ossessi, ai presunti "indemoniati". La Chiesa, oggi, va con piedi di piombo se si parla di "indemoniati": lo ammette in rarissimi casi, dopo la "trafila" delle analisi di malattie nervose. Ma qui, nella basilica di S. Vicinio, si respira un'aria di fede buona e antica: fedeli che cercano pace e benedizione. Talvolta capitano episodi drammatici e sorprendenti: allora si chiudono le porte e i sacerdoti recitano antichi esorcismi (ma loro preferiscono chiamarli preghiere). Fuori sul sagrato della Cattedrale, si possono comprare per ricordo i "Cordellini": sono cordoncini di cotone e di seta vengono per antica tradizione toccati dalla "Catena" benedicente e poi portati al collo e al polso come particolari portafortuna celesti.
A S. Vicinio, patrono della cittadina, Sarsina dedica una grande festa popolare il 28 di Agosto.
Teatro Plautino sotto le stelle

Tito Maccio Plauto è stato e resta un grande maestro di teatro, fra intrecci, comicità, colpi di scena. Al suo antico ed illustre concittadino, le cui opere continuano a tenere banco sui palcoscenici, Sarsina dedica le "Recite Plautine", importante rassegna teatrale che si svolge ogni estate dal 1956. È l'unica rassegna romagnola dedicata al teatro classico. Ogni anno, tra luglio ed agosto, raccoglie il meglio delle produzioni teatrali di tradizione, oltre naturalmente alle commedie Plautine. Inoltre, dalla rappresentazione, Sarsina è passata alla produzione. Gli spettacoli presto si svolgono nella nuova arena plautina, "anfiteatro naturale" opportunamente adattato in quel del colle di Calbano. L'arena è facilmente raggiungibile anche con pullman navetta che partono da Piazza Plauto poco prima dell'inizio degli spettacoli.

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