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Escursioni in Romagna

La valle del Savio

San Piero in Bagno
Dopo la distruzione nel sovrastante castello di Corzano ad opera del le truppe di Carlo V (1527), l'antico "Mercatale", attuale San Piero, conobbe via via uno sviluppo economico e commerciale che in passato alimentò rivalità con Bagno di Romagna, posta a meno di 3 km. di distanza. La "querelle" s'accese nel corso del 1800 quando i sampierani chiesero di spostare a San Piero la sede comunale, fino ad allora a Bagno di Romagna, storicamente sede dell'amministrazione e delle famiglie nobili. La richiesta fu accolta l'anno Successivo da Vittorio Emanuele II: non mancarono "tumulti" e proteste più che vivaci da parte degli abitanti di Bagno, ma il trasferimento comunque avvenne. Di qui, la denominazione: comune di Bagno di Romagna con sede in San Piero in Bagno, tutt'oggi vigente. Attualmente sono particolarmente importanti a S. Piero le attività forestali insieme ad una diffusa presenza di attivita imprenditoriali e commerciali. S. Piero è anche una località climatica immersa nel verde dei monti e dei boschi circostanti, essendo situata nel fondovalle del massiccio del monte Comero, là dove la valle del Savio si allarga suggestivamente in un'area di particolare valore paesaggistico.
I Luoghi e le opere

Piazza Grande, cuore di San Piero in Bagno, oggi si chiama Piazza Allende. Vi prospettano edifici di gusto toscano. La Chiesa di San Pietro in Vincoli conserva il titolo dell'antico tempio risalente ai primi anni del 1400: la nuova costruzione fu progettata nel 1897 dall'architetto Cesare Spighi. La chiesa conserva opere sia di matrice toscana sia d'altra provenienza, tra cui un Crocefisso a tempera (anonimo fiorentino del 1500). Sul monte sovrastante S. Piero, accanto ai ruderi del vecchio castello, sorge l'Eremo di Corzano, chiesetta in pietra viva che conserva un'interessante "Ultima cena" di matrice fiorentina (fine XVI secolo). Notevole, da quassù, è il panorama sulla Valle del Savio.
Passeggiate e dintorni

Del castello che dominava l'alta Valle del Savio restano parti della cinta muraria. Nei pressi si trova il Santuario della Madonna di Corzano che conserva la venerata opera: "Madonna col Bambino e Santa Caterina d'Alessandria", affresco della metà del XV secolo, proveniente dall'antica chiesa del castello. Centro turistico di soggiorno estivo è Acqua-partita, sulle rive del piccolo lago. Piacevole è un'escursione a Poggio alla lastra, piccolo borgo, affacciato sul Bidente di Pietrapazza. La Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Apollinare, quasi distrutta dai terremoti del 1918, custodisce all'interno affreschi quattrocenteschi, tra cui quello raffigurante la "Madonna tra i Santi Pietro e Apollinare".Siamo già dentro i confini e gli scenari naturali del Parco Nazionale: merita una citazione l'Area Wilderness fosso del Capanno, la prima area del genere istituita in Italia nel 1988. La zona è in vicinanza del valico dei Mandrioli. L'accesso è consentito nei limiti imposti dalla legge, come in tutto il Parco Nazionale: la Foresta della Lama inserita nel cuore delle Foreste Casentinesi è uno degli "spicchi" naturalistici più suggestivi del Parco di cui Bagno di Romagna è una delle porte d'ingresso.
Feste e appuntamenti

È festa popolare e suggestiva quella che si svolge in onore della Madonna di Corzano (ultima domenica di agosto) presso il paese di San Piero in Bagno. Il sabato precedente la festa nelle campagne si accendono falò, secondo la tradizione dei riti agresti propiziatori. In paese si tiene il Palio dei fuochi, sfida fra i rioni. Il rione vincitore ha in dote il "palio", stendardo con Madonna dipinta.
Le terme

Alle virtù salutari delle sue "acque calde", Bagno di Romagna deve il nome, lo sviluppo e la fama nei secoli. Il "balneum" dei nostri avi romani era posto sotto la protezione della ninfa Regina. Il cristianesimo legò dapprima il nome di queste preziose acque a quello di Santa Maria, cui era già dedicata la basilica di Bagno. Questo fino al 1500: nel corso di questo secolo la dizione "bagni di Santa Maria" viene sostituita da "Bagni di Sant'Agnese", in base a una pia e rappresentativa leggenda. Agnese, martire cristiana, figlia di un notabile di Sarsina (racconta la tradizione) era stata condannata a morte perché cristiana. Il carnefice la risparmiò, ma Agnese fu costretta a fuggire tra i monti, in compagnia del suo piccolo cane. Qui si ammalò: una malattia della pelle che fu risanata da un bagno nelle acque calde. Agnese divenne e restò il simbolo delle proprietà terapeutiche delle acque di Bagno. Due tipi diversi di acque sono utilizzate per le cure termali: una, la bicarbonato alcalina, che sgorga naturalmente alla temperatura di 45°, è utilizzata sotto forma di bagni, fanghi, in grotte, per la cura delle malattie vascolari, ginecologiche, reumatologiche ed ortopediche. Un'altra acqua, sulfurea, che sgorga alla temperatura di 12°, è indicata per cure inalatorie e dell'apparato respiratorio. Oggi gli stabilimenti termali sono tre: Euroterme, Grand Hotel Terme Roseo, Sant'Agnese, dotati delle più moderne attrezzature e convenzionati con il S.S.N. per fanghi, bagni, grotte, cure inalatorie, sordità rinogena, cure vascolari. La vasta gamma delle cure termali tradizionalmente prestate, viene ampliata da possibilità di cure specialistiche e cure estetiche nei Centri Benessere e Bellezza, cui si è aggiunto il Gaia Teverini Farm / Tosco Romagnolo, Piazza D. Alighieri, 2 - Tel. (0543) 911260 Fax 911014.

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