|
|
Escursioni in Romagna
La valle del Savio
|
Mercato Saraceno |
|
Municipio Mercato Saraceno Piazza Mazzini Tel. (0547) 91016; Fax 90141
Palazzo Dolcini Viale Matteotti, 1 ufficio Teatro Tel. (0547) 91016
Pro Loco Bagno di Romagna Via Larga Fiume, 2 |
|
"Forum Saraceni", un documento del 1223 definisce l'attuale Mercato Saraceno. Già allora zona di mercati, era in possesso di Saraceno, figlio di Alberico degli Onesti, signore ravennate di dantesca memoria. Non era raro che nobili famiglie di quei tempi chiamassero i figli con il nome Saraceno: dal nome del signore del luogo nasce il nome della cittadina. Non tragga in inganno lo stemma comunale (un moro bendato) poiché appartieneai cosiddetti "stemmi parlanti" che hanno poco o nulla a vedere con la reale origine dei luoghi. Il nome Mercato deriva invece dalle fiere che vi si svolgevano tradizionalmente per la ubicazione della cittadina sia rispetto alla valle del Savio, sia rispetto alla valle del Marecchia. La cittadina sorge sulla sponda sinistra del Savio:nel centro storico, fin dalle sue origini, è composta da una Piazza di Sotto, da un Borgo di mezzo e da una Piazza di Sopra, tuttora così chiamata dai cittadini mercatesi. Luogo di traffici e di commerci, Mercato Saraceno fu, sino alla prima metà del 1900, centro di rilevante importanza per le numerose miniere di zolfo nel suo territorio. Oggi prevale l'attività agricola (vi si produce ad esempio il tipico Sangiovese) insieme a produzioni casearie, e non mancano imprese e aziende artigiane. |
I Luoghi e le opere
Piacevolmente raccolta e cuore della cittadina è Piazza Mazzini, dominata dalla chiesa di Santa Maria Nuova che conserva tra l'altro due pregevoli opere del pittore cesenate Cristoforo Serra (1600-1689) della scuola del Guercino di Cento: si tratta del "S. Francesco con il Bambino e la Maddalena" e del "S. Antonio da Padova". Notevole anche l'organo (prima metà del XVIII secolo, opera di Gaetano Callido). Da citare poi, sempre in piazza, lo "storico" Caffè Ragno, noto in tutta la vallata. Passiamo alla sponda destra del Savio: di fronte al vecchio Molino i resti del Ponte Vecchio sul Savio, importante in passato poiché metteva in comunicazione questa vallata con le Marche confinanti. Accanto si trova la Chiesa della Madonna del Ponte Vecchio, costruita nel 1557, anno in cui si verificò una grande "piena" del fiume, tanto da essere detta "piena del diluvio", come ricorda un'antica lapide. In anni recenti è tornato a pulsare di attività teatrali e culturali, Palazzo Dolcini: edificio dall'aspetto sobriamente liberty il cui nome deriva dall'architetto che ne curò la costruzione tra gli anni 1924-1926. Grazie alla ristrutturazione Palazzo Dolcini è oggi teatro e cinema, con una capienza di 200 posti. E centro culturale ed anche sede di convegni e iniziative varie. |
Passeggiate e dintorni
La passeggiata porta invece a San Damiano, a nord della cittadina, antico presidio in epoca romana. Da vedere, la Pieve di S. Damiano, bell'esempio di chiesa altomedievale recentemente restaurata: conserva pregevoli dipinti e affreschi. Qui citiamo quelli, nel presbiterio, di Michele Valbonesi, pittore settecentesco di Ranchio, oggi giustamente rivalutato. Proseguendo, merita una visita la pittoresca Paderno. Si lascia il borgo di S. Damiano in direzione Ciola (3 Km) ed eccoci nella Valle del Borello, affluente del Savio che sicongiunge al fiume principale più a valle, appunto a Borello, già frazione di Cesena. È una vallata minore, ma tutta da scoprire. Vale una sosta il piccolo e antico borgo di Monte Sasso: nella chiesa parrocchiale c'è un bel crocifisso ligneo (seconda metà del secolo XV). Davvero da vedere èpoi la non lontana Pieve di Montesorbo, sorta nel periodo bizantino, con rifacimenti in età romanica (XII secolo) e successivi interventi nel 1700. Recentemente restaurata è"scrigno" di vestigia e di testimonianze artistiche. Molto bello è poi il dipinto, attribuito a Bartolomeo di Maestro Gentile di Urbino, quattrocentesco, che torna nella sua pieve nei giorni di festa (ma è anche ammirabile al Museo d'Arte Sacra di Sarsina). Proseguendo per la strada provinciale si giunge all'antico borgo di Ciola. A 2 Km c'è la Fonte di S. Vicinio: una secolare tradizione vuole che questa fonte sia prodiga di acque particolarmente benefiche. Tornando sulla "provinciale" eccoci in breve ad un'altro borgo ricco di vicende storiche: Linaro (il nome significa terra che produce lino). Si scende la vallata, si passa Piavola, si giunge a Bora. Nella vicina Boratella c'era una delle principali miniere di zolfo della zona. Sugli impianti minerari della zona, più che ricchi di testimonianze storiche e sociali, è in atto un progetto di "museo diffuso" a carattere regionale. |
Feste e appuntamenti
Proponiamo un'antica sagra, ed una delle belle passeggiate a partire da Mercato Saraceno. La sagra è l'antichissima Fiera dei Formaggi e dei Salumi (prima domenica di maggio): in passato qui si fissavano prezzi e quotazioni di questi gustosi prodotti. Oggi è festa saporita e caratteristica.
|
Mercato Saraceno
Sarsina
Bagno di Romagna
San Piero in Bagno
Verghereto
|
|
|