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La valle del Rubicone

Sogliano
Municipio di Sogliano Via della Repubblica 35 Tel. (0541) 948010; Fax 948170
Pro Loco Via XX Settembre
Il borgo sorge in posizione elevata sullo spartiacque tra Uso e Fiumicino, lungo l'antico percorso viario di crinale, che pone in comunicazione la pianura romagnola con il Montefeltro. La prima attestazione del castello è del (1141), quando il Papa Lucio II lo concede alla Chiesa riminese. Il Castello rimase, con qualche breve interruzione ai Malatesta di Sogliano fino al 1640, quando la S. Sede, a seguito delle malefatte compiute dai signori soglianesi, tolse loro definitivamente ogni diritto sulla contea. Da allora, fino alla fine del secolo XVIII, Sogliano rimase soggetta tramite un governatore al diretto governo della Chiesa. Nel 1789 l'economia di Sogliano ebbe notevole impulso grazie all'apertura di una miniera per l'estrazione del carbon-fossile, rimasta attiva con alterne vicende fino alla conclusione della seconda guerra mondiale. Oggi è l'agricoltura l'elemento trainante dell'economia insieme all'allevamento. Il "Formaggio di Fossa" è la specialità locale che ha fatto conoscere Sogliano al popolo dei buongustai. La tradizione di produrre il formaggio di Fossa si tramanda di generazione in generazione ed è esperienza particolare di questa comunità agricola: per tre mesi, infatti, i formaggi vengono fatti riposare in fosse scavate nel tufo, e proprio in virtù del particolare clima sotterraneo di questi ambienti i formaggi acquisteranno quel loro sapore speciale ed "esclusivo".
Luoghi e opere

Le chiese di Sogliano ospitano interessanti opere. Cominciamo dall'Oratorio di Santa Lucia eretto nel secolo scorso: conserva all'interno una tela che raffigura la martire siracusana. La critica lo definisce di scuola bolognese, forse del pittore Alessandro Guardassoni. Passiamo alla Chiesa della Pietà o dello Spasimo: l'oratorio fatto edificare nel 1518 da Ramberto il Filosofo, venne successivamente modificato intorno al 1845. All'interno, tra l'altro, si poteva ammirare una tela datata 1520, rappresentante la Pietà della Madonna: oggi la Chiesa è chiusa. Nella Chiesa del Suffragio ubicata in Piazza Mazzini e conservata una tela che rappresenta la Madonna in trono, con in braccio il Bambino che offre al piccolo San Giovanni un grappolo di ciliegie. Ai lati della Madonna due Santi: Macario e Rocco. L'opera, datata 8 giugno 1575, è di autore ignoto. Da citare poi il Monastero delle Agostiniane, in Via Pascoli, divenuto generalmente noto per aver ospitato le sorelle di Giovanni Pascoli, Ida e Maria, come educande dopo la tragedia che colpì la famiglia Pascoli il 10 agosto i 867. Il poeta trascorse brevi periodi a Sogliano cui dedicò rime e poesie.
Passeggiate e dintorni

Per chi ama le passeggiate nei "borghi perduti" ecco Pietra dell'Uso. È un nucleo rurale in parte abbandonato, arroccato su un acuto scoglio presso una strettoia del torrente. E' ricordato dal secolo XII come castello appartenuto ai Bizinghi e all'Abbazia di Montetiffi. Sulla sommità del sasso sorgono la Chiesa e le tracce dell'antico castello. Montetiffi (e le sue teglie) valgono una visita. Il piccolo borgo medioevale è posto su un maestoso affioramento roccioso. Vi ebbe sede una importante abbazia Benedettina, la cui costruzione si fa risalire al secolo Xl. Abbazia e borgo furono racchiuse nel medioevo da opere di fortificazione di cui rimangono tracce. Dell'antica abbazia rimane solo la Chiesa dedicata a San Leonardo posta sulla sommità dello sprone roccioso.Montetiffi oggi è anche ricordata per la produzione delle teglie o testi su cui si cuoce la piada o piè. Nel territorio esistono ancora due botteghe artigiane che continuano la lavorazione seguendo tecniche arcaiche per la produzione delle teglie. La piadina romagnola per essere considerata tale, deve essere cotta sulle teglie di Montetiffi. La tecnologia di lavorazione è lunga e laboriosa, e solo argilladi colore rosso o blu è ritenuta valida. Dopo averla sminuzzata e macerata viene miscelata con del sasso di calcite triturato. L'impasto così ottenuto è ora pronto per essere lavorato e cotto nel forno a legna a una temperatura di circa 600-700 C. Solo ora la teglia è pronta per la cottura della piada.
Feste e appuntamenti

Sogliano è ormai diventata famosa nelle grandi cucine dei ristoranti italiani ed esteri per il formaggio di Fossa. Questo singolare ed unico formaggio è nato quando la civiltà contadina aveva l'esigenza di conservare i prodotti agricoli in modo da renderli disponibili durante la stagione invernale. Tradizionalmente ogni contadino dal 16 agosto ai primi giorni di settembre portava il proprio fardello di formaggio a maturare nelle fosse per poi ritirarlo all'apertura delle stesse, pochi giorni prima del25 novembre. Le fosse sono ambienti a forma di fiasco alte 3 metri e con diametro di circa 2, scavate nel tufo dell'abitato di Sogliano (le fosse per la produzione si trovano vicino al Palazzo Marcosanti, poi Ripa, ove singolari condizioni di temperatura, umidità e presenza di ossigeno, creano l'ambiente ideale per il processo di trasformazione del formaggio tipico della zona in formaggio di Fossa.

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