Escursioni nel verde dei Parchi della costa Romagnola - Vacanze in Riviera Adriatica
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Escursioni: istruzioni per l'uso

Oggi diventiamo escursionisti…. sembra una cosa semplice, in genere si intende una piacevole passeggiata (un po' stancante) con amici su un sentiero (facile) e in mezzo alla natura (che è tanto bella).
E' in dubbio che la maggior parte delle escursioni sia così e così resti, ma a volte è necessaria qualche precauzione perché diverse sono le variabili: la piacevole passeggiata può durare più del previsto; il sentiero facile può diventare molto difficile e la natura "Tanto bella" può improvvisamente diventare ostile.
Esperienza e preparazione sono quindi alla base del bagaglio dell'escursionista e di seguito si tenterà di fornire le nozioni minime di conoscenza necessarie per praticare un escursionismo consapevole e rispettoso dell'ambiente, rammentando che comunque una minima conoscenza schematica non può essere veramente di aiuto se manca rispetto nei confronti della natura.
Ecco allora che diventa necessaria una certa esperienza da acquisire con il tempo, partendo da escursioni brevi, su facili sentieri, ben segnati e tenuti per poi spingersi più in là, su itinerari più lunghi e complessi, fino a giungere a quella maturità necessaria per essere in grado di percorrere piste ormai dimenticate, nascoste e solitarie.
Presa, alfine, la decisione di diventare escursionisti cominciamo a vedere in concreto cosa ci occorre per iniziare il nostro rapporto con la natura ed il territorio.

La conoscenza

Il primo elemento da analizzare è quello della conoscenza della natura, del territorio e della sua storia.
Essere ben informati sui luoghi e sulle possibilità escursionistiche che esso offre è premessa fondamentale per essere tranquilli e programmare al meglio l'attività. Le informazioni necessarie possono essere reperite nella maggioranza dei casi in:
- guide escursionistiche
- articoli su riviste specializzate
- carte dei sentieri
- in molti casi è indispensabile raccogliere notizie da amici, dagli uffici del Parco e i Centri Visita, dalle persone del posto. Avvalendosi della documentazione si potrà così scegliere l'itinerario più interessante.

Le carte escursionistiche

Le carte per escursionisti rivestono una importanza fondamentale per percorrere un determinato territorio, ne rappresentano le caratteristiche in formato leggibile con simboli e mondalità ormai standardizzate.
Il primo elemento che occorre assimilare è che le carte sono prodotte in diverse "scale" di rappresentazione grafica del territorio.
Generalmente le carte adatte all'escursionismo sono in scala 1:25.000 o 1:50.000 (esempio 1mm=25m o 1mm=50m).
Accanto a questa scala numerica è presente anche una scala grafica.
Il rapporto è il medesimo della scala numerica ma la sua importanza è tutta sulla sua praticità. Essa fornisce infatti in maniera immediatamente visiva la corrispondenza fra il reale e il rappresentato.
La scala grafica è costituita da un segmento suddiviso in tante parti corrispondenti a distanza sul terreno, generalmente in chilometri.
L'uso della scala grafica è molto semplice ed intuitivo. Basta misurare con un decimetro, compasso o semplicemente con un pezzo di carta o il dorso della carta stessa, la distanza fra due punti e riportarlo sulla scala per avere immediatamente la misura della loro distanza.
Il secondo elemento fondamentale di una carta per escursionisti è la rappresentazione plano-altimetrica del territorio mediante l'uso delle isoipse o curve di livello.
Si definisce isoipsa o curva di livello la linea ideale che unisce tutti i punti ad uguale quota rispetto al livello medio del mare.
Questa linea ideale, adeguandosi alle superfici irregolari del terreno, ne determina la forma.
Le curve di livello forniscono una indicazione chiara delle elevazioni della zona interessata con la possibilità di ricavare per ogni punto la relativa quota.
Esse sono rappresentate sulla carta con intervallo regolare (equidistanza), in funzione della scala, per esempio in una carta in scala 1:25.000 le curve di livello sono rappresentate generalmente ad una equidistanza di 25 metri, cioè fra ogni curva vi è un dislivello di 25 metri.
E' quindi facile stabilire l'andamento del terreno: a curve di livello molto vicine corrisponde una forte pendenza; a curve di livello distanti corrisponde minore pendenza.
Le curve di livello forniscono anche ulteriori importanti notizie; infatti esse permettono di stabilire anche l'orientamento del pendio e l'andamento delle valli e dei crinali.
Altro elemento importante della cartografia è la rappresentazione delle entità, di qualsiasi specie, presenti sul terreno mediante segni convenzionali facilmente comprensibili.
Anche i colori aiutano a comprendere a prima vista gli elementi caratteristici del territorio: l'idrografia (laghi, fiumi, ecc..) è in genere rappresentata in azzurro; le rocce in nero; la vegetazione in verde e così via.
I segni grafici ed i colori usati nelle carte permettono quindi a chi l'analizza di avere una idea reale del terreno rappresentato.
La simbologia principale è sempre riportata a margine nelle carte e in generale si rifà alla simbologia generale delle carte dell'I.G.M. (Istituto Geografico Militare).

Orientamento

La lettura della carta e l'interpretazione dei suoi simboli ci permette di raffrontarla con il territorio ma dobbiamo essere in grado di orientarla: sapere cioè come sono orientati i suoi contenuti rispetto al territorio rappresentato. Occorre tenere presente che tutte le carte, geografiche, topografiche, escursionistiche, ecc.., sono sempre orientate verso nord: cioè, nella carta, avremo sempre in alto il nord, a destra l'est, in basso il sud e a sinistra l'ovest. A questo punto è semplice orientare la carta: è sufficiente rivolgere la parte alta verso nord per ottenere l'esatta corrispondenza fra carta e territorio ed essere quindi in grado di stabilire in quale direzione è il punto che desideriamo raggiungere o individuare il punto in cui si trova. L'orientamento della carta è possibile sia esaminando i caratteri morfologici del territorio e raffrontandoli con quelli della carta, sia usando la bussola.
Si ha così un orientamento che permette immediatamente di valutare la direzione e ogni altro elemento sconosciuto.
L'uso della bussola si rende necessario quando si è in una zona sconosciuta e dove non ci siano punti di riferimento certi e precisi.
La bussola è lo strumento fondamentale per orientarsi in qualsiasi condizione di tempo e visibilità; è costituita fondamentalmente da un ago magnetizzato, sospeso su un perno e libero di girare sul piano orizzontale, che, per effetto del magnetismo terrestre si dispone sempre verso il nord. E' uno strumento che, opportunamente usato, permette di risolvere parecchi problemi di orientamento.

Equipaggiamento

E' un elemento da non sottovalutare, neanche per le più semplici escursioni. Molti incidenti sono causati dalla mancanza di adeguato equipaggiamento o dal cattivo stato del materiale. E' necessario quindi predisporre con metodo e cura il proprio equipaggiamento, adattandolo al tipo di escursione e alle probabilità di incontrare difficoltà di qualsiasi tipo.
1) Giacca a vento o piumino - 2) Mantellina impermeabile - 3) Maglione - 4) Berretto - 5) Calze lunghe - 6) Guanti - 7) Zaino - 8) Borraccia - 9) Scarponi - 10) Torcia - 11) Piccolo pronto soccorso - 12) Coltellino multiuso - 13) Macchina fotografica - 14) Altimetro - 15) Fazzoletti di carta - 16) Binocolo - 17) Carta escursionistica - 18) Bloc notes con penna e matita - 19) Guide - 20) Colazione al sacco - 21) Sacchetto di carta vuoto per i rifiuti.

Svolgimento di una escursione

Stabilito il percorso, acquisite tutte le notizie necessarie e dopo avere esaminato bene il percorso sulla carta, prendendo nota di tutte le sue caratteristiche (presenza di bivi, tratti che attraversano torrenti, creste, ecc.) possiamo iniziare la nostra escursione.
Il periodo migliore per iniziare a camminare è senz'altro la mattina: l'aria è più fresca, la temperatura gradevole e il panorama più nitido.
E' molto importante mettersi in cammino con calma, affrontando il percorso con tranquillità per raggiungere il pieno riscaldamento della muscolatura in modo graduale, per non affaticarsi troppo e trasformare così una tranquilla passeggiata in un tormento.
Occorre procedere sempre con il proprio passo cercando un ritmo equilibrato che ci permetta anche di guardare attorno e assaporare il panorama, i suoni, i colori dell'ambiente.
Altro accorgimento è quello di controllare con frequenza la carta: è facile, trasportati dall'entusiasmo per la bellezza dell'ambiente o dalla fretta, oltrepassare un bivio e immettersi in un sentiero che porta da tutt'altra parte: in foresta si può camminare per ore prima di accorgersi dell'errore.


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