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La barca era ancora fornita della sua attrezzatura velica. Questo esemplare rappresenta la numerosa flotta di lance che popolò il porto di Cesenatico. L'armamento velico fu sempre al terzo, le lance oltre i nove, dieci metri spesso ebbero due alberi. Caratteristica comune alle lance erano le aste di prua e di poppa verticali e la lunga chiglia. Erano fornite di due cassabanchi lungo le fiancate nei quali si caricava la zavorra perché queste barche avessero l'inerzia necessaria per pescare con le reti a strascico e col rabhio. Vi fu una LANCIA attrezzata per la pesca dei delfini con la fìocina. A bordo non c'era posto per il "focone" per cui su queste barche si mangiava sempre roba fredda. La gente diceva: "I lanzir is mor ad fama"! Ogni LANCIA in genere era portata da un pescatore e da un ragazzo. La vita era durissima e occorreva in ogni evenienza districarsi da soli. Tra i lancéri, che erano tutti profondi conoscitori del tempo e del mare, si incontravano i tipi più indipendenti, gente che non si sottoponeva volentieri a far parte di un equipaggio. Le LANCE le cui forme sono giunte a noi attraverso il sud non si spingevano a nord oltre la Romagna. Esse fra i tipi di barche tradizionali sono le più recenti e quindi anche dal punto di vista degli ornamenti, le più sobrie. Lunghezza: mt. 7.63
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