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L'esemplare esposto rappresenta nel Museo, quei BRAGOZZI che, per solidità e grandezza, erano adatti alla pesca d'altomare. Queste barche raccolsero dalle TARTAN , barche che si estinsero alla fine del 1800, la tradizione di lunghe campagne di pesca in mari abbastanza lontani da casa. Esse si riunivano in "compagnie"accettando un'organizzazione severa e meticolosa. Fra i "Paroni" delle barche che si costituivano in compagnia veniva eletto il "capo di mare", che stabiliva i segnali segreti a cui ogni barca doveva attenersi. Veniva così ordinato quando si dovevano calare le reti, quando si dovevano "salpare", quando bisognava mettersi in panna per cedere il pesce pescato alla barca che doveva andare a venderlo nel porto più vicino. Ai segnali diurni e a quelli notturni si univano i segnali per quando c'era la nebbia che, in genere, consistevano in un numero convenuto di colpi battuti sul fondo di un grosso secchio. In questo modo la piccola flotta, che spesso superava le dieci unità non si disperdeva nel mare. L'amministrazione era complessa e molto attenta perchè, altrimenti, ogni spartizione degli utili avrebbe creato litigi e fratture. Quello che fa meraviglia è che, per questa amministrazione, venivano usati segni prealfabetici e chi la teneva era sovente anch' egli analfabeta. Su queste barche l'equipaggio non era inferiore a7/8 unità e, di norma, una simile barca garantiva sopravvivenza ad alcune famiglie. La data di costruzione di questa barca è sconosciuta, ma dallo stato di deperimento dei materiali, a parere del maestro d'ascia, dovrebbe risalire alla fine del 1800. lunghezza: mt. 13.60 Questa barca è stata acquistata dall' Azienda di soggiorno dì Cesenatico nel 1983.
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